mercoledì 28 maggio 2014

Il Veneto si fa sentire con i suoi volontari



Il Veneto si fa sentire con i suoi volontari!



In questi giorni il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha proposto una consultazione sulle sue "Linee guida per una Riforma del Terzo Settore, dentro le quali è presente anche il Servizio civile universale.

A fronte di ciò oltre 80 volontari del Veneto hanno elaborato un documento di proposta, raccogliendo le considerazioni emerse nell’incontro del 2 Aprile dove i volontari del Veneto si sono riuniti insieme ai delegati della Regione, Nicclò Gennaro e Marco Chiarelli. 


PROPOSTA REDATTA DAI VOLONTARI DI SC VENEZIA




Il lavoro di gruppo svolto durante l’incontro dei volontari del servizio civile è risultato entusiasmante e molto efficace e ha prodotto una proposta per il miglioramento del Servizio.

La possibilità di confronto è stata utile e fondamentale a chiarire eventuali dubbi su alcuni punti chiave del Servizio Civile.





PROMOZIONE DEL SERVIZIO CIVILE

Secondo i volontari la promozione del servizio civile è frenata dalla cattiva informazione, in quanto spesso è scambiato con la protezione civile o con l'obiezione di coscienza, dalla scarsa pubblicità del servizio e dei bandi che, oltretutto, quest'ultimi sono poco chiari e difficilmente raggiungibili.
Un'altro problema è il budget esiguo consegnato per i progetti.
La promozione del servizio civile potrebbe avvenire attraverso incontri nelle scuole e/o università per informare i giovani sulla realtà dello stesso. Una maggiore pubblicità e comunicazione più efficace, la creazione di eventi e banchetti informativi, incentivare le testimonianze dei volontari.
Inoltre emerge la  necessità di una maggiore comunicazione tra gli enti utile a stimolare vecchi e nuovi enti ad attivare nuovi progetti formativi.





GESTIONI PRESENZE, DEGLI ORARI E DEI BUONI PASTO



La situazione riguardante i buoni pasto dipende solo dall’ente verso cui si svolge il servizio.

A questo dunque sono dovute le differenze tra chi riceve e chi non riceve i buoni pasto, infatti molti volontari non ricevono i buoni pasto e sono costretti ad utilizzare il proprio denaro nell'orario di lavoro e nelle formazione.
Proponiamo dunque, di parificare ogni volontario, in modo tale che ogni ente debba avere l'obbligo di fornire un buono pasto giornaliero o nel caso siano presenti mense, garantirene l'accesso al volontario.
Si è poi parlato delle ferie: sappiamo che 20 giorni di ferie su 365 giorni sono pochi.
Sicuramente però l’aggiunta di 4/5 giorni di ferie in più sarebbe indicata soprattutto a favore di coloro che oltre al servizio civile, portano avanti un percorso di studi universitario e ad esempio nel periodo esami potrebbero necessitare di una brevissima pausa per concretizzare gli studi.
Alla questione ferie sono state collegate anche le giornate di malattia: 30 giorni di malattia sono sufficienti. L'unico problema, se così si può definire, è la poca elasticità nel consegnare i certificati medici. Infatti, se un volontario resta in malattia solo un giorno, deve consegnare il certificato nello stesso giorno.
La proposta che noi facciamo è quella di posticipare la consegna del certificato di almeno 3 giorni.
Gran parte della discussione è stata incentrata sulla questione orari e dopo esserci confrontati sui
rispettivi orari è emerso che: “ apprezziamo la flessibilità oraria e la disponibilità dei nostri olp nell’ascoltare i nostri bisogni e le nostre necessità.



SERVIZIO CIVILE OBBLIGATORIO?




Il primo passo è stato quello di andare a verificare com'è nata e da chi è emersa l'idea di rendere obbligatorio il servizio civile. La proposta è quella secondo cui rendendo obbligatorio a tutta la popolazione almeno 3 mesi di servizio civile si "creare senso di appartenenza, identità e comunità".
A nostro avviso il fine della proposta è da considerarsi nobile, ma le modalità di realizzazione sono incongruenti e poco dettagliate. Questo ha dato il via ad una concertazione sul termine "obbligatorio" che ci ha rimandati ai temi dell'obbligatorietà del servizio di leva, agli anni di opposizione da parte degli obiettori di coscienza per la tutela dei diritti come la libera, la scelta, la volontà, ecc e ci è sembrato assurda l'idea di assoggettare i giovani ad un nuovo servizio "obbligatorio" vincolante per le loro possibilità. In più l'obbligatorietà costituisce un'intrusione nella vita privata del cittadino e ne influenza le libertà e ciò, va contro gli articoli della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo.
Riteniamo pertanto che il servizio civile vada mantenuto volontario, e abbiamo individuato due questioni chiave su cui poter lavorare per porre l'esperienza del servizio civile come motore sociale.
1. Aumentare i fondi dedicati al finanziamento per le attività di servizio civile
Un volontario di servizio civile costa alle casse statali 5900 euro netti (5.205,6 euro, più buoni pasto e abbonamento mezzi pubblici), con un ritorno in termini di servizi sociali garantiti pari dal doppio al quadruplo dell'investimento.
Le proposte che sono emerse sono:
- Richiedere un ulteriore sostegno "minimo" per il rimborso spese (la proposta è quella di arrivare ad una retribuzione di 19 euro al giorno comprese di contributi, 500 euro al mese netti) pensiamo che il volontariato sia un attività che vada tutelata al pari di quella lavorativa, investire un anno di attività a tempo "quasi" pieno (30 ore settimanali) per cause in cui si crede non possa non creare gratificazioni anche con un ritorno economico e non possa addirittura essere penalizzato (ad oggi nel nostro rimborso non è previsto il pagamento dei contributi).
- Aumentare il numero di volontari (e quindi il coinvolgimento di più strutture ospitanti, più progetti, più posti per il servizio) ogni anno c'è sempre più richiesta, alle selezioni per i posti da volontario quest'anno ci sono state circa 450 candidature per 45 posti, si evince l'esigenza di trovare possibilità di incanalare un numero maggiore di risorse in questo settore vista la crescente esigenza di domanda e offerta di volontari.
- Favorire la spinta propositiva e auto-organizzativa dei volontari (dedicare su 30 ore di progetto vincolato almeno 2 ore ad un progetto "proposto autonomamente") favorire la propositività dei volontari è una delle vie per il miglioramento dei servizi offerti e dei progetti, raccogliendo punti di vista, stimoli e esperienze provenienti esternamente alle strutture ospitanti, il volontario come figura protagonista tramite e volano per il cambiamento.
Inoltre pensare ad una formazione scolastica incentrata sull’educazione civica e la cittadinanza attiva, come quella attuale estera, sarebbe un buon punto di partenza.


OLP E ATTREZZATURE




L’OLP è una figura importante dal punto di vista professionale, personale, che motiva il volontario e contribuisce attivamente all’organizzazione delle sue attività. Tuttavia, se questa figura manca, si creano problemi dal punto di vista organizzativo e informativo, che mettono in discussione il ruolo del volontario all’interno della struttura di servizio.
Il gruppo ha constatato che sarebbe necessaria una valutazione alla base delle strutture che si propongono di ospitare i volontari di Servizio Civile. Infatti, nonostante il carico di lavoro sia sufficiente ad ospitare un determinato numero di volontari, le strutture/spazi proposti sono inadeguati (in alcuni casi una scrivania in due, in altri continua delocalizzazione) creando condizioni di disagio. Gli spazi sono fondamentali per il riconoscimento dei ruoli e per l’organizzazione del lavoro.
Le attrezzature offerte devono essere adeguate al lavoro svolto. In più casi si verifica la totale assenza del computer o, comunque, l’assenza dei software necessari a svolgere il lavoro richiesto. Questo ovviamente, costringe il volontario ad utilizzare mezzi propri, nonostante alle formazioni venga esplicitamente dichiarata la non assicurazione per eventuali danni o furti nel luogo in cui viene svolto il servizio. Ovviamente, dovendo utilizzare computer personali non si ha l’accesso a internet e alle cartelle dati dell’ente. Alcuni volontari sono costretti ad utilizzare connessioni proprie, poiché esplicitamente richiesto dal progetto svolto.
Nonostante la maggior parte dei volontari abbia un tesserino di riconoscimento, questo non consente l’accesso immediato alla sede del progetto. Alcune persone, infatti, possono entrare solo aspettando che qualche dipendente dell’ente ospitante gli apra la porta, mentre altri devono quotidianamente venire riconosciuti dall’impiegato della portineria (quando la totalità dei dipendenti entra con un badge che gli consente l’accesso immediato alla struttura, magari anche tramite ascensore).
Concludendo, sia la scelta dell’OLP, sia la presenza delle attrezzature sono fondamentali per la QUALITA’ del Servizio Civile, quindi non trascurabili all’interno delle attività del volontario.